I trulli, le cui origini si perdono nel tempo, sono stati utilizzati da sempre come ricoveri temporanei per pastori e adattati dai contadini come abitazioni. Unici al mondo, hanno la base circolare composta da muri spessi e piccole finestre. Le pareti esterne sono imbiancate dalla calce viva, che rispecchia l'abbondante luce del mezzogiorno facendoli sembrare inondati di bianco.
Peculiare è il tetto conico, armonioso nella sua perfetta composizione di pietre sovrapposte, chiamate chiancarelle. Sulla sommità svettano i caratteristici pinnacoli decorativi, chiamati anche la chiave del trullo. Una leggenda sostiene che togliendoli si provochi il crollo della struttura, in realtà erano scolpiti dal Maestro trullaro per evocare la famiglia di appartenenza.
Alzando gli occhi al cielo si resta a decifrare gli strani simboli disegnati con calce viva sulle chiancarelle dei trulli. Se ne contano tantissimi, tutti diversi tra di loro, ricondotti alla tradizione ebraica, cristiana o addirittura a culti primitivi. Tramandati da generazioni, vengono impressi per allontanare il malocchio, testimoniare la fede o per un messaggio di tipo augurale.
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